Oggi siamo tornati a casa a Ferrara, dopo una settimana di campagna (e di scopone con i ragazzi: le due Eileen hanno perso anche la superfinale...), a Siena. Malgrado il ritardo della partenza e il ritardo dovuto al traffico intenso in autostrada (è iniziato il grande ritorno dalle ferie), ad attenderci c'erano Paco e Pepe, come speravamo. Hanno mangiato, e si sono sistemati in casa, come piace a loro.
Paco sulla sua poltrona e Pepe, per la prima volta, sul letto.
Ora le ferie sono davvero finite, per tutti. Ma il ritorno a casa non è poi tanto male...
ferragosto
Ieri, durante il viaggio, il signor Saìd ci ha spiegato che le palme da datteri sono o maschi o femmine e che i datteri dei maschi non sono buoni come quelli delle femmine. Eileen in cambio ha raccontato che nel nostro paese esistono degli alberi che si chiamano cipressi che anch'essi sono o maschi o femmine e che per stare bene devono vivere vicini. Il signor Saìd ha molto apprezzato l'informazione su questi strani alberi italiani. Peccato che la Tunisia ne sia abbastanza piena, anche nell'arte.
Oltre che in natura.
Oggi ultimi bagni all'Hotel Dar Saìd.
Da uno dei terrazzi del Café des dèlices si vede il marina dove siamo stati l'anno scorso: non il più grande, non il più efficiente, ma sicuramente il più bello per ambientazione.
Ora partiamo per l'aeroporto di Tunisi. Il blog si interrompe qui, in attesa di riprendere a settembre con la descrizione della traversata verso Trapani e delle avventure di un nuovo equipaggio (di veri uomini di mare, speriamo). Quando torneremo a essere di nuovo "egadiavela", insc'Alla...
Au revoir à tous.
Oltre che in natura.
Oggi ultimi bagni all'Hotel Dar Saìd.
Da uno dei terrazzi del Café des dèlices si vede il marina dove siamo stati l'anno scorso: non il più grande, non il più efficiente, ma sicuramente il più bello per ambientazione.
Ora partiamo per l'aeroporto di Tunisi. Il blog si interrompe qui, in attesa di riprendere a settembre con la descrizione della traversata verso Trapani e delle avventure di un nuovo equipaggio (di veri uomini di mare, speriamo). Quando torneremo a essere di nuovo "egadiavela", insc'Alla...
Au revoir à tous.
14 agosto
Ieri, siamo tornati con il signor Saìd (taxi da 8 persone) a Sidi Bou Saìd in un bell'Hotel de charme che si chiama Dar Saìd. Io e Beda starnutiamo e ci soffiamo il naso di continuo. Non abbiamo fazzoletti e ci dividiamo con molta cura i pochi tovagliolini di carta che riusciamo a trovare. più tardi faremo una spedizione in farmacia.
Giulia e Davide sono in un altro piccolo albergo. Nessuno ha ancora avuto la forza di visitare Tunisi.
Abbiamo pranzato in una trattoria vicina all'albergo. Qui è comparso improvvisamente il cugino tunisino di Paco, Saìd.
Dev'essere stato Paco ad avvertirlo del nostro arrivo. Nei giorni scorsi, nei vari marina, spesso abbiamo visto orme sulla coperta della barca lasciate da gatti che ci visitavano durante la notte, per verificare che tutto andasse bene. Saìd dice che la sua è un'antica famiglia tunisina e che ha parenti in tutti i porti.
Dopo pranzo siamo andati a prendere un te coi pinoli al famoso Café des nattes. "Eccellente!" ha detto Beda. C'erano solo turisti.
Queste sono le famose stuoie stese sui sedili in pietra e sulle scale di accesso al bar più famoso della Tunisia.
Oggi è il compleanno di Giulia. Spesso l'abbiamo festeggiato in barca (la prima volta che Giulia è salita su Donna Rosa aveva 6 anni), nella cabina di prua c'è ancora un suo disegno con una rana che dice "dormi giulia".
non le abbiamo ancora fatto gli auguri. Eileen sta organizzando una sorpresa per la serata. con un pretesto nel pomeriggio li lasciamo e andiamo a comprare dei regalini: con qualche difficoltà perché i negozi sono quasi tutti chiusi (di sabato pmeriggio!): ancora qualcosa del Ramadam ci sfugge.
riusciamo alla fine a comprarle: un pacchetto di datteri, una bottiglia di olio di argan, un braccialetto smaltato, un paio di pantaloni da donna araba (alla turca, avrei detto ma non so se sia giusto), 3 cd di musica tunisina, un guanto per lavarsi all'ammam, e una tovaglia asciugamano per l'ammam e una scatola di henne. le abbiamo consegnato tutto in albergo, nel patio sulla piscina, quando non se l'aspettava. i bambini, io Eileen e Fabrizia, come 6 re magi.
Mentre cercavamo regali ci siamo imbattuti in un interessante negozio mezzo antiquario mezzo no. il padrone era molto gentile e ci ha spiegato i segreti dell'henne (ad esempio il guanto per la mano dove si è messo l'henne con cui le signore dormivano finché il colore faceva presa) e di altre cose. ho visto specie di pupi siciliani esposti. il signore mi ha dato un libro da sfogliare e mi ha spiegato che sì, deriva dai pupi siciliani, ma la tradizione del teatro di marionette tunisino ha suoi personaggi e storie autonome. ha raccontato che a Tunisi, quando lui era bambino, la sera in molti negozi si facevano le rappresentazioni dei pupi, in ambienti piccoli, con poche persone. se il pubblico era tutto tunisino, la storia e ra ribaltata rispetto a quelle siciliane, erano gli arabi ad uccidere tutti gli infedeli, se invece tra il pubblico c'erano anche italiani (ce n'erano molti, persino più dei francesi) le storie diventavano storie d'amore.
Giulia è andata in albergo a cambiarsi e indossare i pantaloni nuovi. poi siamo andati a cena. l'Amphitrite, giù alla spiaggia era chiuso, per fortuna eravamo andati in avanscoperta con un taxi. abbiamo ripiegato su un ristorante qui vicino che ha una bella terrazza su cui si mangia: cotolette d'agnello per 7, DAvide e Giulia couscous. cade qualche goccia di pioggia: il cielo è nuvolo e tira vento caldo da Sud fin dal mattino.
Dopo cena abbiamo giocato a scopone in 6 con due mazzi di carte (68 distribuite e 2 sul tavolo). Il nuovo gioco è divertente, anche se il conteggio di chi vince la primiera un po' complicato con 8 sette e 8 sei sul tavolo. è interessante perché si producono strane alleanze a coppie: faccio fare una scopa a te, così metto in difficoltà le due Eileen. Nonostante le alleanze trasversali le due Eileen hanno (finalmente) stravinto.
Giulia e Davide sono in un altro piccolo albergo. Nessuno ha ancora avuto la forza di visitare Tunisi.
Abbiamo pranzato in una trattoria vicina all'albergo. Qui è comparso improvvisamente il cugino tunisino di Paco, Saìd.
Dev'essere stato Paco ad avvertirlo del nostro arrivo. Nei giorni scorsi, nei vari marina, spesso abbiamo visto orme sulla coperta della barca lasciate da gatti che ci visitavano durante la notte, per verificare che tutto andasse bene. Saìd dice che la sua è un'antica famiglia tunisina e che ha parenti in tutti i porti.
Dopo pranzo siamo andati a prendere un te coi pinoli al famoso Café des nattes. "Eccellente!" ha detto Beda. C'erano solo turisti.
Queste sono le famose stuoie stese sui sedili in pietra e sulle scale di accesso al bar più famoso della Tunisia.
Oggi è il compleanno di Giulia. Spesso l'abbiamo festeggiato in barca (la prima volta che Giulia è salita su Donna Rosa aveva 6 anni), nella cabina di prua c'è ancora un suo disegno con una rana che dice "dormi giulia".
non le abbiamo ancora fatto gli auguri. Eileen sta organizzando una sorpresa per la serata. con un pretesto nel pomeriggio li lasciamo e andiamo a comprare dei regalini: con qualche difficoltà perché i negozi sono quasi tutti chiusi (di sabato pmeriggio!): ancora qualcosa del Ramadam ci sfugge.
riusciamo alla fine a comprarle: un pacchetto di datteri, una bottiglia di olio di argan, un braccialetto smaltato, un paio di pantaloni da donna araba (alla turca, avrei detto ma non so se sia giusto), 3 cd di musica tunisina, un guanto per lavarsi all'ammam, e una tovaglia asciugamano per l'ammam e una scatola di henne. le abbiamo consegnato tutto in albergo, nel patio sulla piscina, quando non se l'aspettava. i bambini, io Eileen e Fabrizia, come 6 re magi.
Mentre cercavamo regali ci siamo imbattuti in un interessante negozio mezzo antiquario mezzo no. il padrone era molto gentile e ci ha spiegato i segreti dell'henne (ad esempio il guanto per la mano dove si è messo l'henne con cui le signore dormivano finché il colore faceva presa) e di altre cose. ho visto specie di pupi siciliani esposti. il signore mi ha dato un libro da sfogliare e mi ha spiegato che sì, deriva dai pupi siciliani, ma la tradizione del teatro di marionette tunisino ha suoi personaggi e storie autonome. ha raccontato che a Tunisi, quando lui era bambino, la sera in molti negozi si facevano le rappresentazioni dei pupi, in ambienti piccoli, con poche persone. se il pubblico era tutto tunisino, la storia e ra ribaltata rispetto a quelle siciliane, erano gli arabi ad uccidere tutti gli infedeli, se invece tra il pubblico c'erano anche italiani (ce n'erano molti, persino più dei francesi) le storie diventavano storie d'amore.
Giulia è andata in albergo a cambiarsi e indossare i pantaloni nuovi. poi siamo andati a cena. l'Amphitrite, giù alla spiaggia era chiuso, per fortuna eravamo andati in avanscoperta con un taxi. abbiamo ripiegato su un ristorante qui vicino che ha una bella terrazza su cui si mangia: cotolette d'agnello per 7, DAvide e Giulia couscous. cade qualche goccia di pioggia: il cielo è nuvolo e tira vento caldo da Sud fin dal mattino.
Dopo cena abbiamo giocato a scopone in 6 con due mazzi di carte (68 distribuite e 2 sul tavolo). Il nuovo gioco è divertente, anche se il conteggio di chi vince la primiera un po' complicato con 8 sette e 8 sei sul tavolo. è interessante perché si producono strane alleanze a coppie: faccio fare una scopa a te, così metto in difficoltà le due Eileen. Nonostante le alleanze trasversali le due Eileen hanno (finalmente) stravinto.
ieri e oggi
ieri ho fatto il tassista con il gommone. c'era ancora vento (caldo) e i ragazzi preferivano la spiaggia. li ho portati oltre il porto, alla spiaggia davanti all'hotel dei loro genitori e sono tornato. sono arrivati Davide e Giulia dal loro viaggio nel deserto, con dei regali carini (due cappelli di paglia per i ragazzi e una borsa di paglia per Eileen).
hanno scaricato gli zaini in barca e sono andati a pagare la loro auto a nolo. poi li ho portati alla spiaggia col gommone a salutare tutti prima della partena per Tunisi Sidi Bou Said (hotel Bou Fares). non c'era molta gente e la spiaggia era effettivamente molto invitante, con acqua trasparentissima. siamo tornati in gommone e dopo un'oretta sono tornato a prendere i bagnanti. alle due abbiamo mangiato tutti a bordo poi pennica separata.
il tappezziere è venuto più volte con suo figlio a verificare e sistemare il copriranda nuovo. gli ho fatto aggiungere un paio di clip. ha scherzato con i bambini facendo un gattino con un asciugamano. tutti erano divertiti tranne suo figlio Mohammed, sempre serissimo. quando gli ho chiesto di pagare mi ha presentato il conto di 908 dinari, esattamente quanto il preventivo di una settimana fa. Molto professionale.
in serata le ragazze sono tornate alla spiaggia a fare un bagno (mi sono rifiutato di accompagnarle in gommone) io Freddy e Beda abbiamo spostato la barca nel posto che ci avevano assegnato. siamo andatio prima a vedere lo stato dei corpi morti che era molto decente. ho chiesto a uno della capitameria se poteva aspettarci per prendere le cime. lui mi ha rassicurato ma quando siamo arrivati di poppa con manovra semi-perfetta, non c'era nessuno. ci ha aiutato il vicino. Beda e Freddy si affannavano a recuperare i corpi morti. Abbiamo leggermente sbattuto con la plancetta di poppa in banchina per via del vento, ma niente di grave (avrei dovuto dare un colpo di marcia avanti). poco prima, mentre giravamo in tondo nel porto, con Freddy al timone, e io predisponevo le cime e i parabordi, abbiamo fatto cadere in acqua un mezzomarinaio (prontamente recuperato) ma nessuno per fortuna ci ha visto.
La sera abbiamo mangiato al Marina, davanti al nuovo molo.
Aiden è crollato addormentato e abbiamo dovuto trascinarlo a peso in barca, con un passaggio pericoloso dalla banchina alla poppa perché non pesa pochissimo. alla fine ce l'abbiamo fatta ma nel passaggio si è svegliato e mentre lo facevo scendere verso il suo lettino, si è accorto di essere in barca e ha detto che lui questa sera avrebbe dormito solo dove c'era anche la sua mamma. così l'abbiamo di nuovo trasferito sul molo e se ne è andato in braccio in albergo, malgrado le mie lusinghe: è l'ultima notte, i tuoi fratelli stanno qui, ecc
Nella notte a me e a Beda (per gli sforzi e le fatiche della giornata) è venuto il raffreddore. anche Giulia ha avuto un po' di febbre.
Questa mattina abbiamo pulito decentemente la barchetta e siamo partiti per un giorno di riposo a Sidi Bou Said.sono andato in capitaneria (due volte perché era chiuso: apertura in periodo di Ramadam ore 8, ma alle 8.30 non c'era nessuno) e alla polizia per informarli che partivamo, senza la barca e che saremmo tornati fra un mese.
Torneremo infatti a prendere la barchetta a settembre per riportarla in Italia. A Trapani, vento permettendo.
Oggi ho letto una mail nostalgica di Andrea (ci segue via blog e gli mancano i "ciapini" a bordo). mi ha fatto molto piacere.
Abbiamo salutato Donna Rosa che non è triste perché sa che saremmo qui presto per portarla in Italia.
hanno scaricato gli zaini in barca e sono andati a pagare la loro auto a nolo. poi li ho portati alla spiaggia col gommone a salutare tutti prima della partena per Tunisi Sidi Bou Said (hotel Bou Fares). non c'era molta gente e la spiaggia era effettivamente molto invitante, con acqua trasparentissima. siamo tornati in gommone e dopo un'oretta sono tornato a prendere i bagnanti. alle due abbiamo mangiato tutti a bordo poi pennica separata.
il tappezziere è venuto più volte con suo figlio a verificare e sistemare il copriranda nuovo. gli ho fatto aggiungere un paio di clip. ha scherzato con i bambini facendo un gattino con un asciugamano. tutti erano divertiti tranne suo figlio Mohammed, sempre serissimo. quando gli ho chiesto di pagare mi ha presentato il conto di 908 dinari, esattamente quanto il preventivo di una settimana fa. Molto professionale.
in serata le ragazze sono tornate alla spiaggia a fare un bagno (mi sono rifiutato di accompagnarle in gommone) io Freddy e Beda abbiamo spostato la barca nel posto che ci avevano assegnato. siamo andatio prima a vedere lo stato dei corpi morti che era molto decente. ho chiesto a uno della capitameria se poteva aspettarci per prendere le cime. lui mi ha rassicurato ma quando siamo arrivati di poppa con manovra semi-perfetta, non c'era nessuno. ci ha aiutato il vicino. Beda e Freddy si affannavano a recuperare i corpi morti. Abbiamo leggermente sbattuto con la plancetta di poppa in banchina per via del vento, ma niente di grave (avrei dovuto dare un colpo di marcia avanti). poco prima, mentre giravamo in tondo nel porto, con Freddy al timone, e io predisponevo le cime e i parabordi, abbiamo fatto cadere in acqua un mezzomarinaio (prontamente recuperato) ma nessuno per fortuna ci ha visto.
La sera abbiamo mangiato al Marina, davanti al nuovo molo.
Aiden è crollato addormentato e abbiamo dovuto trascinarlo a peso in barca, con un passaggio pericoloso dalla banchina alla poppa perché non pesa pochissimo. alla fine ce l'abbiamo fatta ma nel passaggio si è svegliato e mentre lo facevo scendere verso il suo lettino, si è accorto di essere in barca e ha detto che lui questa sera avrebbe dormito solo dove c'era anche la sua mamma. così l'abbiamo di nuovo trasferito sul molo e se ne è andato in braccio in albergo, malgrado le mie lusinghe: è l'ultima notte, i tuoi fratelli stanno qui, ecc
Nella notte a me e a Beda (per gli sforzi e le fatiche della giornata) è venuto il raffreddore. anche Giulia ha avuto un po' di febbre.
Questa mattina abbiamo pulito decentemente la barchetta e siamo partiti per un giorno di riposo a Sidi Bou Said.sono andato in capitaneria (due volte perché era chiuso: apertura in periodo di Ramadam ore 8, ma alle 8.30 non c'era nessuno) e alla polizia per informarli che partivamo, senza la barca e che saremmo tornati fra un mese.
Torneremo infatti a prendere la barchetta a settembre per riportarla in Italia. A Trapani, vento permettendo.
Oggi ho letto una mail nostalgica di Andrea (ci segue via blog e gli mancano i "ciapini" a bordo). mi ha fatto molto piacere.
Abbiamo salutato Donna Rosa che non è triste perché sa che saremmo qui presto per portarla in Italia.
12 agosto
oggi giornata tranquilla. i ragazzi sono andati in spiaggia. io ho spostato la barca, a mano, di una ventina di metri lungo il pontile perché è in arrivo una barca più grande. domani ci metterano nella banchina di fronte, col corpo morto.
poi ho fatto un bucato.
si è alzato un vento 3/4 da Sud Est.
Alcuni vicini ne approfittano per partire per il Nord.
Mangiamo a bordo, poi ognuno a dormire a casa sua.
alle 4 il tapezziere ci riporta la capottina con la nuova plastica trasparente (Pvc cristallo).
Ci assicura che entro domani ci consegnerà anche il copriranda nuovo.
Sono a scrivere in albergo dove l'equipaggio sguazza indecentemente in piscina.
Al Marina oggi il Wifi non funziona, qui sì.
Chissà se questa sera andremo finalmente a mangiare al Pirata, al vecchio porto, famoso per il pesce.
Domani ultimo giorno di mare. poi ci trasferiamo, senza barchetta, a Sidi Bou Said.
Giulia è stata nel deserto con Davide e altre persone raccolte per strada. ci rivedremo forse a Sidi Bou Said. oppure direttamente in aeroporto.
La sera andiamo a mangiare ancora a Dar Chatka (che abbiamo scoperto significa CAsa Orientale) ma prima riusciamo a visitare, nel deserto di Monastir al tramonto, il mausoleo della famiglia Bourghiba che sta in mezzo al cimitero di Monastir (che si affaccia sul mare vicino al Marina). Ci sono le tombe del Presidente Bourghiba, di sua moglie, e dei suoi famigliari e anche lo spazio "pronto" ci dice il custode, per i famigliari francesi della moglie. Ci sono anche una specie di studio ricostruito e dei vestiti da cerimonia.
Dopo cena passiamo a fare una piccolissima spesa in un grande magazzino vicino al ristorante. il Magazzino è aperto fino a mezzanotte, anche se dentro non c'è nessuno. Non riusciamo bene a capire la logica degli orari del Ramadam.
poi ho fatto un bucato.
si è alzato un vento 3/4 da Sud Est.
Alcuni vicini ne approfittano per partire per il Nord.
Mangiamo a bordo, poi ognuno a dormire a casa sua.
alle 4 il tapezziere ci riporta la capottina con la nuova plastica trasparente (Pvc cristallo).
Ci assicura che entro domani ci consegnerà anche il copriranda nuovo.
Sono a scrivere in albergo dove l'equipaggio sguazza indecentemente in piscina.
Al Marina oggi il Wifi non funziona, qui sì.
Chissà se questa sera andremo finalmente a mangiare al Pirata, al vecchio porto, famoso per il pesce.
Domani ultimo giorno di mare. poi ci trasferiamo, senza barchetta, a Sidi Bou Said.
Giulia è stata nel deserto con Davide e altre persone raccolte per strada. ci rivedremo forse a Sidi Bou Said. oppure direttamente in aeroporto.
La sera andiamo a mangiare ancora a Dar Chatka (che abbiamo scoperto significa CAsa Orientale) ma prima riusciamo a visitare, nel deserto di Monastir al tramonto, il mausoleo della famiglia Bourghiba che sta in mezzo al cimitero di Monastir (che si affaccia sul mare vicino al Marina). Ci sono le tombe del Presidente Bourghiba, di sua moglie, e dei suoi famigliari e anche lo spazio "pronto" ci dice il custode, per i famigliari francesi della moglie. Ci sono anche una specie di studio ricostruito e dei vestiti da cerimonia.
Dopo cena passiamo a fare una piccolissima spesa in un grande magazzino vicino al ristorante. il Magazzino è aperto fino a mezzanotte, anche se dentro non c'è nessuno. Non riusciamo bene a capire la logica degli orari del Ramadam.
11 agosto (primo giorno di Ramadam)
Aidan si è fatto vedere alle 7 già vestito e in piedi a girare per la barca. da quel momento non ha mai smesso di fare domande.
Le due Eileen sono andate a fare la spesa. Noi maschi al bar. quando sono arrivati gli altri ragazzi siamo andati alla capitaneria (poi polizia, poi dogana) a fare le pratiche per poter andare a fare il bagno. questa volta c'era anche da fare un cambio d'equipaggio e quindi la cosa è stata più lunga del solito.
Abbiamo pagato un mese di stazionamento della barchetta. e poi siamo andati alle isole Kuriat a fare il bagno e pranzare. la navigazione è stata a motore. il bollettino dava brezze leggere e mare calmo e così è stato.
il nuovo equipaggio ha reagito bene alla traversata.
Aidan si muove di continuo da una parte all'altra. non c'è verso di tenerlo fermo e seduto da qualche parte per più di 2 minuti. ma almeno si tiene stretto con le mani alle draglie.
ancoriamo in mezzo all'acqua trasparente a 4 metri di profondità.
subito un bagno. Aidan è il primo che si tuffa (con maschera e pinne)
dopo aver mangiato insalata, formaggio e oggi anche rigutta (ricotta) al miele, crolliamo addormentati. Alle 3 a bordo c'è grande silenzio. dorme anche Aidan.
C'è una leggera brezza che fa persino fresco a bordo.
Al risveglio un altro bagno e poi salpiamo l'ancora. proviamo a tornare col solo fiocco e la brezza al giardinetto, ma facciamo solo 3,5 nodi. dopo poco accendiamo il motore e raggiungiamo i 6. all'arrivo, con il sole basso, entriamo in porto con Freddy al timone. dobbiamo ripetere la manovra di affiancamento della banchina perché all'ultimo momento una folata di vento ci ha allontanato e ha impedito che Eileen grande con in mano la cima d'ormeggio di prua potesse esaltare sulla banchina con la sua consueta agilità. la seconda volta tutto è perfetto.
Ci diamo appuntamento per la cena alle 20.15 da Dar Chakra. Andiamo alle docce.
Il marina è deserto. i bar e i ristoranti sono tutti chiusi. quei pochi aperti hanno al massimo un paio di clienti occidentali. ci atteniamo alle regole che ci ha consigliato M. Soussi: non stare svestiti, non mangiare e non bere e non fumare di fronte ai musulmani.
Anche la città, quando la attraversiamo è deserta: passa solo qualche taxi.
Dar Chakra è aperto e ci fanno sedere subito ma ci saranno al massimo cinque persone oltre a noi. niente a che vedere con la ressa dell'altra sera.
mentre iniziamo a mangiare (ottime costolette d'agnello) il muezzin chiama alla preghiera dall'alto del minareto della vicina grande moschea.
è una preghiera molto lunga. dopo la preghiera qualcosa si anima nelle strade, ma poco. mentre torniamo a piedi al marina (con Aidan che dorme camminando) ci accorgiamo che la moschea è pienissima di uomini (maschi) che pregano nel cortile. Non ho il coraggio di entrare a fotografarli.
Ci fermiamo al bar a giocare. la televisione manda servizi che hanno a che fare col ramadan. Le coppie si sono ricomposte: Freddy dormirà con noi e Aidan in albergo.Un imam che parla. un reportage dall'interno delle case sul cibo che viene preparato dalle donne per la fine del digiuno. Si vedono, torte, focacce e dolci. poi un dibattito tra (ci sembra) 4 intellettuali la cui unica parola che comprendiamo è, appunto, Ramadam.
questa sera il suonatore di Oud elettronico è accompagnato da un giovane cantante che modula perfettamente la sua voce sulle note dello strumento. L'insieme non è male anche se dopo un'ora produce (almeno in me) una forte sonnolenza. Non capendo le parole (se non "abìb" amore) e seguendo poco le armonie, non si riesce ad ascoltare con continuità. anche se, i due suonano bene e in fondo il loro arpeggi, al nostro orecchio, assomigliano molto alle improvvisazioni gezzistiche. Non è un caso se ci sono dei complessi di musica magrebina molto famosi anche da noi.
la prima partita la vinciamo noi 24 a 9. poi abbiamo offerto una rivincita agli undici interrotta per sonno (mi sono perso 3 scope di seguito) sul punteggio di 10 pari.
Le due Eileen sono andate a fare la spesa. Noi maschi al bar. quando sono arrivati gli altri ragazzi siamo andati alla capitaneria (poi polizia, poi dogana) a fare le pratiche per poter andare a fare il bagno. questa volta c'era anche da fare un cambio d'equipaggio e quindi la cosa è stata più lunga del solito.
Abbiamo pagato un mese di stazionamento della barchetta. e poi siamo andati alle isole Kuriat a fare il bagno e pranzare. la navigazione è stata a motore. il bollettino dava brezze leggere e mare calmo e così è stato.
il nuovo equipaggio ha reagito bene alla traversata.
Aidan si muove di continuo da una parte all'altra. non c'è verso di tenerlo fermo e seduto da qualche parte per più di 2 minuti. ma almeno si tiene stretto con le mani alle draglie.
ancoriamo in mezzo all'acqua trasparente a 4 metri di profondità.
subito un bagno. Aidan è il primo che si tuffa (con maschera e pinne)
dopo aver mangiato insalata, formaggio e oggi anche rigutta (ricotta) al miele, crolliamo addormentati. Alle 3 a bordo c'è grande silenzio. dorme anche Aidan.
C'è una leggera brezza che fa persino fresco a bordo.
Al risveglio un altro bagno e poi salpiamo l'ancora. proviamo a tornare col solo fiocco e la brezza al giardinetto, ma facciamo solo 3,5 nodi. dopo poco accendiamo il motore e raggiungiamo i 6. all'arrivo, con il sole basso, entriamo in porto con Freddy al timone. dobbiamo ripetere la manovra di affiancamento della banchina perché all'ultimo momento una folata di vento ci ha allontanato e ha impedito che Eileen grande con in mano la cima d'ormeggio di prua potesse esaltare sulla banchina con la sua consueta agilità. la seconda volta tutto è perfetto.
Ci diamo appuntamento per la cena alle 20.15 da Dar Chakra. Andiamo alle docce.
Il marina è deserto. i bar e i ristoranti sono tutti chiusi. quei pochi aperti hanno al massimo un paio di clienti occidentali. ci atteniamo alle regole che ci ha consigliato M. Soussi: non stare svestiti, non mangiare e non bere e non fumare di fronte ai musulmani.
Anche la città, quando la attraversiamo è deserta: passa solo qualche taxi.
Dar Chakra è aperto e ci fanno sedere subito ma ci saranno al massimo cinque persone oltre a noi. niente a che vedere con la ressa dell'altra sera.
mentre iniziamo a mangiare (ottime costolette d'agnello) il muezzin chiama alla preghiera dall'alto del minareto della vicina grande moschea. è una preghiera molto lunga. dopo la preghiera qualcosa si anima nelle strade, ma poco. mentre torniamo a piedi al marina (con Aidan che dorme camminando) ci accorgiamo che la moschea è pienissima di uomini (maschi) che pregano nel cortile. Non ho il coraggio di entrare a fotografarli.
Ci fermiamo al bar a giocare. la televisione manda servizi che hanno a che fare col ramadan. Le coppie si sono ricomposte: Freddy dormirà con noi e Aidan in albergo.Un imam che parla. un reportage dall'interno delle case sul cibo che viene preparato dalle donne per la fine del digiuno. Si vedono, torte, focacce e dolci. poi un dibattito tra (ci sembra) 4 intellettuali la cui unica parola che comprendiamo è, appunto, Ramadam.
questa sera il suonatore di Oud elettronico è accompagnato da un giovane cantante che modula perfettamente la sua voce sulle note dello strumento. L'insieme non è male anche se dopo un'ora produce (almeno in me) una forte sonnolenza. Non capendo le parole (se non "abìb" amore) e seguendo poco le armonie, non si riesce ad ascoltare con continuità. anche se, i due suonano bene e in fondo il loro arpeggi, al nostro orecchio, assomigliano molto alle improvvisazioni gezzistiche. Non è un caso se ci sono dei complessi di musica magrebina molto famosi anche da noi.
la prima partita la vinciamo noi 24 a 9. poi abbiamo offerto una rivincita agli undici interrotta per sonno (mi sono perso 3 scope di seguito) sul punteggio di 10 pari.
arrivati!
con qualche ora di ritardo sono finalmente arrivati Beda Fabrizia e Aidan. sono scesi in albergo, hanno fatto qualche bagno in piscina e poi sono venuti a bordo. Le due Eileen a piedi, gli altri sono andato a prenderli io con il gommone alla spiaggia dell'albergo. Freddy è rimasto a riposare in albergo mentre Aidan era entusiasta di venire subito sulla barca che "non è bella, è magnifica!!!" Appena a bordo ha chiesto di poter dormire in barca, anche senza pigiama, anche se non aveva lo spazzolino da denti. e così abbiamo fatto il cambio (lo scambio, direbbe Freddy): Aidan in barca e Freddy in albergo.
Ieri sera una rapida cena al marina e poi tutti a dormire, senza scopone. I fratelli hanno regalato a Aidan uno scorpione vero!!! di cui lui è rimasto molto contento
Durante la cena un gran colpo di cannone ha aperto ufficialmente il Ramadam. Questa mattina verso le quattro un altro colpo ha aperto il periodo di digiuno che durerà (liquidi compresi) fino al colpo di cannone delle 21 o giù di lì di questa sera. I bar e i supermercati sono comunque aperti.
Ieri sera una rapida cena al marina e poi tutti a dormire, senza scopone. I fratelli hanno regalato a Aidan uno scorpione vero!!! di cui lui è rimasto molto contento
Durante la cena un gran colpo di cannone ha aperto ufficialmente il Ramadam. Questa mattina verso le quattro un altro colpo ha aperto il periodo di digiuno che durerà (liquidi compresi) fino al colpo di cannone delle 21 o giù di lì di questa sera. I bar e i supermercati sono comunque aperti.
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