11 agosto (primo giorno di Ramadam)

Aidan si è fatto vedere alle 7 già vestito e in piedi a girare per la barca. da quel momento non ha mai smesso di fare domande.
Le due Eileen sono andate a fare la spesa. Noi maschi al bar. quando sono arrivati gli altri ragazzi siamo andati alla capitaneria (poi polizia, poi dogana) a fare le pratiche per poter andare a fare il bagno. questa volta c'era anche da fare un cambio d'equipaggio e quindi la cosa è stata più lunga del solito.
Abbiamo pagato un mese di stazionamento della barchetta. e poi siamo andati alle isole Kuriat a fare il bagno e pranzare. la navigazione è stata a motore. il bollettino dava brezze leggere e mare calmo e così è stato.
il nuovo equipaggio ha reagito bene alla traversata.

Aidan si muove di continuo da una parte all'altra. non c'è verso di tenerlo fermo e seduto da qualche parte per più di 2 minuti. ma almeno si tiene stretto con le mani alle draglie.

ancoriamo in mezzo all'acqua trasparente a 4 metri di profondità.
subito un bagno. Aidan è il primo che si tuffa (con maschera e pinne)
dopo aver mangiato insalata, formaggio e oggi anche rigutta (ricotta) al miele, crolliamo addormentati. Alle 3 a bordo c'è grande silenzio. dorme anche Aidan.

C'è una leggera brezza che fa persino fresco a bordo.
Al risveglio un altro bagno e poi salpiamo l'ancora. proviamo a tornare col solo fiocco e la brezza al giardinetto, ma facciamo solo 3,5 nodi. dopo poco accendiamo il motore e raggiungiamo i 6. all'arrivo, con il sole basso, entriamo in porto con Freddy al timone. dobbiamo ripetere la manovra di affiancamento della banchina perché all'ultimo momento una folata di vento ci ha allontanato e ha impedito che Eileen grande con in mano la cima d'ormeggio di prua potesse esaltare sulla banchina con la sua consueta agilità. la seconda volta tutto è perfetto.

Ci diamo appuntamento per la cena alle 20.15 da Dar Chakra. Andiamo alle docce.
Il marina è deserto. i bar e i ristoranti sono tutti chiusi. quei pochi aperti hanno al massimo un paio di clienti occidentali. ci atteniamo alle regole che ci ha consigliato M. Soussi: non stare svestiti, non mangiare e non bere e non fumare di fronte ai musulmani.

Anche la città, quando la attraversiamo è deserta: passa solo qualche taxi.

Dar Chakra è aperto e ci fanno sedere subito ma ci saranno al massimo cinque persone oltre a noi. niente a che vedere con la ressa dell'altra sera.

mentre iniziamo a mangiare (ottime costolette d'agnello) il muezzin chiama alla preghiera dall'alto del minareto della vicina grande moschea.
è una preghiera molto lunga. dopo la preghiera qualcosa si anima nelle strade, ma poco. mentre torniamo a piedi al marina (con Aidan che dorme camminando) ci accorgiamo che la moschea è pienissima di uomini (maschi) che pregano nel cortile. Non ho il coraggio di entrare a fotografarli.
Ci fermiamo al bar a giocare. la televisione manda servizi che hanno a che fare col ramadan. Le coppie si sono ricomposte: Freddy dormirà con noi e Aidan in albergo.Un imam che parla. un reportage dall'interno delle case sul cibo che viene preparato dalle donne per la fine del digiuno. Si vedono, torte, focacce e dolci. poi un dibattito tra (ci sembra) 4 intellettuali la cui unica parola che comprendiamo è, appunto, Ramadam.
questa sera il suonatore di Oud elettronico è accompagnato da un giovane cantante che modula perfettamente la sua voce sulle note dello strumento. L'insieme non è male anche se dopo un'ora produce (almeno in me) una forte sonnolenza. Non capendo le parole (se non "abìb" amore) e seguendo poco le armonie, non si riesce ad ascoltare con continuità. anche se, i due suonano bene e in fondo il loro arpeggi, al nostro orecchio, assomigliano molto alle improvvisazioni gezzistiche. Non è un caso se ci sono dei complessi di musica magrebina molto famosi anche da noi.

la prima partita la vinciamo noi 24 a 9. poi abbiamo offerto una rivincita agli undici interrotta per sonno (mi sono perso 3 scope di seguito) sul punteggio di 10 pari.

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