La barchetta appena verniciata

L’altro giorno, appena arrivato all’aeroporto Tunis-Cartage, ho pensato bene di comportarmi da turista intelligente. Sono andato all’ufficio informazioni dell’aeroporto a chiedere come arrivare ad Hammamet. L’ufficio informazioni dell’aeroporto mi ha molto gentilmente invitato ad andare all’ufficio informazioni turistiche. Sono andato all’ufficio giusto trascinando la mia borsa da 40 kili e ho chiesto cosa mi consigliavano di prendere per arrivare al Marina di Yasmine Hammamet . Mi hanno detto che la cosa migliore era prendere un taxi (un grand taxi, per l’esattezza, che fa servizio extraurbano) che con 50 Euro mi avrebbe portato direttamente al Marina (senza andare in città in taxi per prendere un pullman o un treno. Alla mia faccia perplessa sul prezzo di 50 Euro mi hanno detto che mi avrebbe accompagnato al taxi uno di loro. E infatti, un signore molto gentile mi ha portato ai taxi, ha parlato con l’autista e mi ha sorriso dicendomi di salire.
Appena sono salito e il taxista mi ha chiesto dove volevo andare io ho risposto che volevo ovviamente andare al Marina di Hammamet per 50 euro. Inesorabile il taxista mi ha detto che 50 euro erano pochi per andare fino al marina e che lui ne voleva 65. Senza dare troppi segni di impazienza gli ho risposto che ero andato a informarmi all’ufficio turistico e che mi avevano detto 50: io non gliene avrei dati di più, se non gli andava bene sarei sceso subito. Lui è partito lentamente, dicendo che quelli dell’ufficio informazioni non sanno di cosa parlano e che Hammamet sono 50 ma il Marina è un po’ più lontano e che se volevo accendeva il tassametro… intanto continuava a guidare. Io ripetevo come una filastrocca che ero andato all’ufficio informazioni apposta per evitare di trattare sul prezzo e che un signore dell’ufficio mi aveva personalmente portato da lui. Il mio taxista, continuando a guidare ormai nel traffico di Tunisi, mi ha spiegato che lui era solo un’autista e non un proprietario e che la differenza l’avrebbe dovuta dare lui al proprietario del taxi. Io ormai fingevo di niente, ripetendo di quando in quando la storia dell’ufficio informazioni. A un certo punto il taxista mi ha spiegato che ci rimetteva e che avrei almeno potuto dargliene 55. A questo punto ho pensato fosse bene chiudere il discorso: va bene, per il Marina Yasmine le pago 55 Euro. L’uomo ha sorriso rilassato e mi ha detto che con gli italiani sì che si ragiona (perché siamo uguali), mentre i francesi e gli inglesi sul denaro sono rigidissimi. Io che pensavo di essere stato rigidissimo…
Il signor Faouzi (questo era il suo nome) saputo che giovedì sera sarebbero arrivate Eileen e Giulia si è offerto di andarle a prendere lui in aeroporto e portarle “direttamente” (ha insistito molto sul direttamente) al Marina di Hammamet. Per 50 Euro? ho chiesto io. E lui ha detto che avrebbe rinunciato alla tariffa notturna…
Così oggi ci siamo sentiti con Faouzi al telefono un paio di volte perché l’aereo è in ritardo. Mi ha di nuovo assicurato che porterà la mia famiglia “direttamente” in barca e che io stia tranquillo. Ho avvertito Eileen di dargli gli Euro che vuole (ma non più di 65). Vedremo.
Ieri al cantiere Rodriguez, invece, c’è stata un’altra fattispecie levantina di contrattazione. Abdennour mi ha chiamato Adel il capo meccanico al telefono. Adel, che parla italiano, mi ha detto: “ti aspetto, ci vediamo al cantiere”. Arriviamo, ci legano e ci dicono di andare in ufficio a fare il contratto. Arriva Adele, Abdennour lo saluta e viene con noi in ufficio. L’impiegato mi fa un preventivo con tutto quello che secondo me c’era da fare e mi chiede di siglare il foglio. Io firmo, alle mie spalle ci sono Adele e Abdennour, poi spariscono. Appena esco dall’ufficio e torno sul piazzale del cantiere mi viene incontro Adele molto arrabbiato e mi dice che mi aveva detto di vederci in “cantiere e non in ufficio” che lui i lavori me li avrebbe fatti per molto meno ma ora era impossibile perché io avevo addirittura firmato un preventivo che sarebbe stato molto più caro e che evidentemente a me i soldi uscivano da soli dalle tasche… così mi sono dovuto persino scusare di aver firmato un preventivo più caro. Ne ho parlato con Abdennour che ha fatto una strana faccia dicendo che non capiva: se la fattura la faceva il cantiere avevo fatto bene a firmare il preventivo del cantiere.
Adele mi è venuto a chiedere, mentre alavano la barca, se per caso avevo qualcosa da dargli contro il mal di pancia perché aveva bevuto troppa acqua fredda e gli faceva male l’intestino. Gli ho dato il busco pan che avevo in barca. Dopo un po’, più bendisposto nei miei confronti, mi è venuto a dire che stava già un po’ meglio.
Nel pomeriggio Adele mi ha fatto capire che i lavori sul motore li avrebbe fatti lui per conto suo non al cantiere, se mi andava bene e che al cantiere avrei quindi dovuto pagare solo l’alaggio e l’antivegetativa. Ho detto che mi andava bene.
Il ragazzo dell’ufficio mi ha chiesto se potevo pagare in contanti, così ho dovuto andare al bancomat 3 volte e usare tutte le carte di credito e i bancomat in mio possesso per tirare fuori pacchi di dinari tunisini dalle banche locali. Alla fine comunque molto meno che in Italia. Cosa vorrà Adele per il suo lavoro non lo so ancora. Oggi è venuto a prendere due filtri, mi ha lasciato il suo cellulare e mi ha chiesto una caparra. Si è accontentato di 50 euro, bontà sua. Ma mi sembra bravo e mi è anche simpatico.

1 commento:

  1. quasi quasi vengo da quelle parti e faccio il tassista...

    Fabio

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