ultimo giorno


Siamo andati a letto alle 22 (dopo aver mangiato benino al Corsair, una specie di barca finta e galleggiante accanto alle altre barche vere) e ci siamo alzati alle 7.30. Abbiamo accumulato stanchezza arretrata evidentemente. Anche se non capisco quando e da cosa l’avremmo accumulata.
Oggi giorno di lavoro: nel senso di pulizia della barca (anche se qualcuno programma bagni e gite in pallone). In serata vorremmo andare ad Hammamet paese che è a qualche chilometro da qui. Prima di tutto dobbiamo passare per la Capitaneria a regolarizzare la nostra situazione e fare il contratto per un anno. Per fortuna in capitaneria c’è l’aria condizionata. E sono, in qualche modo, gentili. Credono anche di essere efficienti perché parlano con voi, rispondono al telefono, fotocopiano, rispondono a quelli che nel frattempo arrivano, rispondono al Vhf e a tutti dicono “Oui, un instant…” senza risolvere niente. Devo tornare alla barca a piedi a prendere gli assegni. Vogliono essere pagati in anticipo. Torno in gommone. Alla fine ci promettono che entro qualche ora ci prepareranno il contratto (già firmato). Per fortuna si spende davvero poco. Un signore milanese che vive a Modena tiene qui il suo yacht a motore da 3 anni. Ci ha detto che si sta benissimo e ci credo. Però ho qualche nostalgia di Totò Miceli di Trapani che, anni fa, quando gli ho detto che volevo firmare il contratto mi ha guardato e mi ha detto: “Buon viaggio Sindaco…”

Adesso vado davvero a pulire la barca.
Questo è l’ultimo messaggio dalla Tunisia.
Il finale dall’Italia. Aurevoir à tous.

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