Ritorno in patria


Dopo le 5 del pomeriggio siamo andati (col tender perché tra la postazione 6222 e la capitaneria ci sarà circa un Km)a ritirare il contratto (già pagato). Tutto in ordine. abbiamo salutato il capitano che ci ha guardato e ci ha chiesto: "avete fatto le pratiche per lasciare la barca?" "Quali pratiche?" ho chiesto io. "Dovete andare alla dogana con i passaoorti e firmare dei documenti, non ve l'avevo detto?" No, non ce l'aveva detto. ritorniamo al gommone e corriamo a prendere i passaporti poi di nuovo alla dogana che è la porta a fianco della capitaneria. lì c'è un doganiere anziano che per capire cosa deve fare ha ricopiato il contenuto della pratica analoga alla nostra che ha trovato in archivio. malgrado il fatto che il libretto fosse diverso da quello che c'era dentro l'altra busta il doganiere si convince che abbiamo tutto a posto. dobbiamo tornare alla capitaneria a fare fotocopie per la dogana che non ha la fotocopiatrice. alla fine tutto funziona. il doganiere disegna prima le righe giuste su un foglio di carta, poi copia i titoli in arabo e poi lo compila. ci compila anche la domanda e ce la fa firmare. "Tutto a posto, mi dice, adesso potete farmi un piccolo regalo o partire e fare buon viaggio". gli do un biglietto da 20 euro perché non ho altro nel portafoglio. lui mi saluta portandosi la mano sul cuore.
torniamo in capitaneria a dire che siamo a posto e chiedere se hanno potuto prenotare il taxi. prima ci rispondono di sì. poi un altro ci dice che costa 80 dinari e non 60 come ci avevano detto la mattina. se siamo d'accordo lui prenota. Perché 80 e non 60 nessuno ce lo spiega, malgrado il cartello con scritto 60.
torniamo in barca col tender. passa un ragazzo che lavora al marina e ci offre la sua sorveglianza "particolare" per 60 euro al mese. gli spieghiamo che ci sembra una cifra molto alta e Abdinour (così si chiama) ci spiega che per una barca europea non è molto e quella è la tariffa con cui gli ormeggiatori lavorano. gli chiediamo perché abbiamo pagato il marina e lui ci spiega che il marina garantisce servizi minimi ma lui ci accende il motore una volta la settimana e controlla gli ormeggi e la nostra barca verrà trattata come se fosse la sua. insomma, la trattativa va per le lunghe ed è un po' sgradevole perché è chiaro che se non accettiamo lui non guarderà la nostra barca. lui ci propone almeno 40 euro al mese. alla fine gli diamo 150 euro fino a dicembre e poi vedremo.
finiamo di pulire la barca e il tender.

andiamo di nuovo a cena al Corsair dove mangiamo buoni spaghetti ai frutti di mare e andiamo a letto.
la mattina il taxista è puntuale. Salutiamo Donna Rosa promettendole che ritorneremo a trovarla entro l'anno.
In aeroporto a Tunisi dicono che non dobbiamo pagare nessun sovrapprezzo malgrado quello che Alitalia ci aveva detto al telefono. l'aereo parte in orario, il viaggio è ottimo. a Fiumicino ci mettono 40 minuti a restituirci i bagagli. al parcheggio lunga sosta paghiamo 76 euro (quasi due mesi di stipendio di Abdunour). 3 ore dopo siamo a Siena. Dove Eileen sfoggia il suo nuovo camicione tunisino.
il blog è finito: i prossimi giorni metterò qualche foto. Grazie a chi ci ha letto e a chi ha commentato. L'esperimento del dialogo fra barche non ha funzionato. quello del diario di bordo on line invece sì ed è stato divertente. Al prossimo anno.

1 commento:

  1. Tutto bene quindi, anche per me che sono tornato da un bel giro in moto di 10gg per monti e valli. Al prossimo anno dunque.
    Belle le foto, ora vedo il film.

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