Ieri sera alle 9.30, abbastanza tardi per noi, siamo andati alla ricerca di un ristorante di cui ci parlava la guida e che si trova in centro città. Ci siamo avviati verso il grande Ribat passando fra molta gente (gruppi di giovani e famiglie con bambini) che scendeva verso il mare e taxi che ci suonavano per proporci di salire. Nel Ribat c'era uno spettacolo di danza con file di persone che cercavano di entrare e poliziotti dietro le transenne. Abbiamo chiesto loro indicazioni ma non ci hanno detto niente di utile. Abbiamo attraversato un giardino pubblico e chiesto di nuovo. Dar Chakra è vicino, subito dopo il negozio con le luci azzurre c'è una porta, si entra e lì c'è il ristorante. Siamo entrati nella medina e, dopo la porta, nel cortile del ristorante. C'era pienissimo di gente seduta ai tavoli nel cortile e anche dentro il ristorante che è ricavato in una vecchia casa risistemata. Ci dicono che c'è da aspettare una mezz'ora e non siamo i primi. Infatti nel cortile c'è molta gente in piedi e seduta che aspetta: famiglie intere con bambini che aspettano tavoli da 11 posti, gruppi di giovani che accettano di entrare nel locale, gruppi di donne. decidiamo di aspettare, ma la mezz'ora diventa un'ora e abbiamo l'impressione che qualcuno ci passi davanti anche se il cameriere ci dice che non è vero. inganniamo il tempo facendo lezioni di nodi (missino portato una cimetta a questo scopo) per evitare di ricadere nelle domande su Omero. dopo una lunga trattativa con un bambino che porta una maglia dell'inter compriamo 3 mazzi di gelsomini per un prezzo più caro del solito. i bambini vendono gelsomini a tutti anche non turisti: del resto lì di turisti ci siamo solo noi. alcuni sono troppo insistenti. Mi faccio l'idea che dove non c'è molto turismo siano più insistenti di dove ce n'è molto.
Arriva un ragazzo che vuole vendercene altri: per mia moglie dice, indicando Giulia. Quando gli dico che è mia figlia resta deluso e se ne va. Poi torna e chiede proprio a Eileen chi è Giulia.
Intanto il tempo passa, i nodi vengono appresi abbastanza decentemente, ma non c'è tavolo in vista per noi. Eileen comincia a innervosirsi e andare a protestare dal cameriere.
Il cameriere, molto gentile, dice che fra poco tocca a noi. una ragazza vestita di nero in lungo ma con i sandali e la testa scoperta e occhi molto belli appoggia Eileen nel contrasto col cameriere. Non capiamo cosa dice ma il tono è inequivocabile. La ragazza è assieme a un'altra completamente vestita di nero, scarpe comprese. le resta scoperto solo il volto. Anche la fronte è coperta dal velo che continuamente si aggiusta. Anche lei viene a dar man forte contro il cameriere. Ma lui risponde sorridendo e dicendo che manca poco. e' buffo: quando parlano fra loro sembra sempre che litighino, ma si fa fatica a litigare sul serio perché sorridono: anche quando hanno torto.
Alle 11 finalmente ci danno un tavolo sporchissimo di avanzi che poi ci puliscono decentemente. Ordiniamo una zuppa di pesce e dei pesci arrosto, come le ragazze in nero ci hanno consigliato. Il servizio è un po' lento ma mangiamo bene.
Anche le ragazze si siedono e prendono pesce ai ferri. notiamo che mangiano con le mani. quella completamente coperta (che non fa altro che aggiustarsi il velo sulla fronte e sulle guance) parla molto a lungo al telefonino, tenendolo appoggiato sul velo.
Negli altri tavoli ci sono famiglie con anziani e bambini che mangiano a lungo ricevendo portate nuove e continuando ogni tanto a intingere il pane nella salsa harissa. Le donne sono senza velo, alcune molto truccate, altre hanno veli colorati sulla testa che coprono i capelli e la fronte. le anziane hanno vestiti coloratissimi e capo coperto. una indossa un vestito che sembra quello di un mandarino cinese. i maschi hanno i pantaloni corti e una maglietta. i bambini portano krocs. le donne scattano e si scattano foto di continuo. I bambini giocano e si rincorrono fra i tavoli: i padri urlano ma non ottengono grandi risultati.
Adel (il meccanico di Hammamet) ci aveva spiegato che in Tuniasia ogni donna può coprirsi come vuole, a seconda del suo senso religioso, ma che difficilmente stanno insieme donne velate e donne scoperte. L'immagine che vediamo in questo cortile è diversa. Sono liberamente mescolate e stanno insieme anche fra amiche e in famiglia. Esattamente come avevamo visto ragazze completamente velate fare il bagno assieme a ragazze quasi in topless nella piscina vicino alla barca a Hammamet.
Chiedo ai ragazzi se piacerà a loro padre un posto così. mi rispondono che gli piacerà sicuramente. io mi immagino una scena in cui mio cognato Beda, che ci ha sempre aiutato al telefono quando i bambini si intristivano, gli anni scorsi, improvvisamente si intristisce anche lui e noi non sappiamo a chi telefonare…
Verso mezzanotte e mezzo abbiamo finito. paghiamo un conto di 131 dinari (70 euro circa) e rientriamo. Scendendo dal mare alla collina vediamo la moschea e un grande cimitero. questa volta la gente sale nella direzione opposta e sono soprattutto maschi.
C'è un'aria di festa o di vigilia. Non capiamo se è perché è sabato o perché si avvicina l'inizio del Ramadam.
all' una siamo di nuovo tutti in branda: tranne Freddy che (da vero marinaio) dorme sempre fuori in pozzetto.
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