Ieri sera ho preso il coraggio a due mani e ho smontato il motore del fuoribordo che si era bloccato. È stato un moto d’orgoglio pericoloso, ne sono consapevole. Ma mi seccava l’idea di essere completamente dipendente da Adel. Si tratta di un vecchio Tomos che ho comprato in Jugoslavia almeno 25 anni fa, semplicissimo (un solo cilindro, presa diretta, raffreddamento ad aria) che riparte tutti gli anni dopo qualche strappo deciso del cordone d’avviamento. Di solito lo monto direttamente sul tender e lo avvio: si suda un po’ ma alla fine parte sempre. Non quest’anno. Quest’anno il pistone si è bloccato nel cilindro (spero non arrugginito) e non c’è niente da tirare. L’ho lasciato una notte a bagno nel CRC, lo spray magico che a bordo aggiusta tutto o quasi tutto, ma il pistone è rimasto bloccato, segno che la cosa è più seria di quanto pensassi. Nel pomeriggio ho versato nella camera di scoppio del gasolio, senza ottenere alcun risultato.
Così ieri sera l’ho portato sulla banchina di cemento e ho iniziato (con molta precauzione) a smontarlo. Ho tolto la calotta di protezione e poi, con calma, i 4 dadi che tengono serrata la testa al corpo. Tolta la testa ho finalmente visto il pistone: sporco, arrugginito e immobile. L’ho irrorato ancora di CRC ma non si è mosso di un millimetro. A questo punto mi è venuta l’idea di dare alcune martellate (gentili) alla ruota del volano (che funge anche da ventilatore) e piano piano il pistone si è mosso. Ancora CRC e piccoli corpi fino a che la testa è salita del tutto e poi ridiscesa fino in fondo alla camera di combustione. A quel punto ho pulito la camera con della carta e fatto girare a mano il pistoncino molte volte. Poi l’ho irrorato del suo carburante (miscela al 4%) e lasciato riposare tutta la notte. Oggi la prova del fuoco. Mi piacerebbe poter dire a Adel:” il motorino l’ho aggiustato io, non c’è problema…”
Vedremo.
Dice un proverbio marinaro: “meno cose ci sono a bordo, meno cose si rompono” ed è una sacrosanta verità. Per fortuna le cose a bordo non si rompono quasi mai tutte insieme ma a cicli omogenei: un anno le parti meccaniche, un anno quelle elettroniche, un anno quelle idrauliche, un anno quelle elettriche… Quest’anno tocca, pare, alla meccanica. Ma con un buon meccanico (o due) i problemi si risolveranno per il meglio. “Insc’Alla”, come dice Abdennour…
Quando si rompe la parte elettrica, con un po’ di usta (la parola ferrarese per attenzione, buon senso, intelligenza) si può fare da soli. Con la parte idraulica si può fare da soli, anche se la pulitura di un wc bloccato può non essere gradevole. Con l’elettronica sono dolori: in genere ci vuole uno specialista che arriva, dà un’occhiata e dice che bisogna cambiare tutto. In casi rari sono sciocchezze che si possono risolvere con un colpo di fortuna. Anni fa a Lipari, mangiando una pizza con Andrea, il mio compagno di viaggio di allora che ha sostituito magnificamente tutte le luci delle cabine a bordo e mi ha aiutato a montare il nuovo pilota automatico, mi è venuta un’intuizione improvvisa. Ho capito perché il pilota automatico non aveva funzionato e mi era toccato timonare (cosa che odio) per tutta la traversata tra Vibo Marina e Lipari. “Andrea, abbiamo invertito i fili elettrici che vanno al motorino del pilota!!!, ecco perché va sempre a fine corsa…” Siamo tornati a bordo, abbiamo cambiato la polarità e da allora il nuovo pilota Raymarine funziona perfettamente. Ma si tratta di fortuna.
In ogni caso, inutile tentare di smontare il compressore del frigo: al 90% si tratterà di ricaricare il gas.
Le barche, se funzionassero 12 mesi all’anno come le auto, andrebbero sempre e non si romperebbe nulla, perché sono fatte di materiali più robusti. Ma farle funzionare solo 3 settimane l’anno stronca qualsiasi meccanismo (o organismo) per perfetto e robusto che sia. Quel che c’è a bordo prima o poi si rompe. Aggiustare quel che si rompe fa parte della bella vita di bordo.
ore 13. il motore funziona!!! e pure il frigo!!!! (era solo un contatto elettrico sul compressore)
ore 13. il motore funziona!!! e pure il frigo!!!! (era solo un contatto elettrico sul compressore)
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