Mi sono svegliato (come sempre) alle 6.30. A quell’ora arrivano le mosche e si fatica a dormire. È buffo ma non siamo più abituati alle mosche: ormai viviamo (in Italia, in Europa?) in un mondo senza mosche. Qui siamo in Africa e le mosche sono padrone. I nipoti reagiscono alle mosche urlando come se fossero vespe. E mia moglie fa degli scatti improvvisi non appena una si posa su un’orecchio o ti ronza attorno agli occhi. Una mattina una mosca, mentre dormivo, si è posata, per bere, nell’angolo dell’occhio, come si vede nelle foto e nei documentari sulla fame nel mondo. Ho anche visto due mosche che si inseguono e che si attaccano fra loro in volo, facendo un gran ronzio. Erano anni che non mi capitava.
Qui a Sidi Bou Said ci sono anche molti gatti. Qui davanti a noi c’è una madre con sette gattini tutti diversi da lei e fra loro. Gli diamo una scatola di tonno tutte le mattine.
Ogni giorno compriamo un mazzetto di gelsomini (almeno uno) da un bambinetto molto carino: un mazzetto un dinaro. Ne mettiamo uno in bagno e uno in cucina. Il beneficio è notevole.
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