Venerdì e Sabato sono state due giornate molto riposanti. Non siamo andati a Bizerte per un po’ di maestrale contro e perché dovevamo comunque essere ancora a Sidi Bou Said per gli appuntamenti del 9. Abbiamo navigato nel grandissimo golfo di Tunisi (con vecchie onde da NW e NW allegro forza 3 il pomeriggio), abbiamo mangiato ancorati davanti alle spiagge di SBS e abbiamo fatto un numero notevole di docce sul molo rientrati in porto. Nel pomeriggio tardi siamo saliti in città con una lunga scalinata abbandonata che parte dall’ingresso del marina e consente di arrivare (molto accaldati) nel pieno centro storico del paesino. Arrivati su, sudati fradici, siamo andati a riposare al Café des nattes con le sue scalinate ricoperte di stuoie: spremute di arance formidabili e tè aux pignons buono come sempre. Malgrado il cafè des nattes sia molto piacevole (all’interno ci sono i soliti gradoni ricoperti di stuoie su cui si sdraiano sia i locali che i turisti, purché rigorosamente senza scarpe, a fumare la chicha che sa un orribile odore di lampone),
abbiamo scoperto un altro bar ancora più bello: il café des délices. Una serie infinita di terrazze sul fianco della collina che si affacciano sul mare: stuoie e ombrelloni: spettacolare!
Servono spremute di banana, di fichi, di fragole e un non meglio compreso “moultivithaminique”. Ci rilassiamo guardando il porto dall’alto con la nostra barchetta ben riconoscibile per il suo color malva (il colore originale dei cantieri del pardo negli anni 80 che in una stagione da azzurro carta da zucchero stinge a malva).
Il cameriere ci consiglia di andare a cena sul mare all’ Amphitrite, vicino all’Hotel Amilcar. Mentre usciamo capiamo che il multivitaminico è un bicchiere in cui a grossi strati orizzontali ci sono tutti i tipi di succo che non si mescolano fra loro.
Non tutti i taxisti vogliono portarti dove tu vuoi andare, ma alla fine ne troviamo due (siamo in 5 e 5 a bordo è rigorosamente vietato). L’Amphitrite è una delizia: una specie di trattoria sulla spiaggia in cui si mangia bene e si spende poco. Assistiamo a una spettacolare levata della luna piena (grande e rossa) dietro le colline e poi sul mare. Ci ritorniamo anche sabato sera.
Dal ristorante nessun taxi ci vuole portare al marina. A Tunisi sì, al marina no. Ma noi che ci andiamo a fare a Tunisi? Così procediamo a piedi. Tentiamo di passare per la spiaggia dell’Hotel Amilcar ma l’Hotel è chiuso per lavori. Dobbiamo fare un giro risalendo la collina e riscendendo sul lungo mare. È comunque una passeggiata piacevole. Sulla spiaggia, malgrado sia completamente buio (le 10 di sera) ci sono ancora centinaia di persone che mangiano, giocano e fanno il bagno. Intere famiglie con tanto di nonne vestitissime al seguito. E bambini che giocano e urlano. Una cosa così l’avevo vista solo a Rio.
Io e mia moglie andiamo un attimo alla toilette del marina ma ci fermano: non si può entrare insieme. L’ala femminile è chiusa per pulizie e allora tutti usano quella dei maschi ma in maniera assolutamente separata. Prima tutti i maschi e poi solo le femmine.
Questa sera ho scoperto che forse c’è un WiFi in un negozio vicino all’ingresso del marina. Domani mattina andrò a provare.
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