Donna Rosa è un gran soleil ‘34 del 1980. Il numero 150 di quelli prodotti dal Cantiere del Pardo. L’ho comprata di seconda mano nel 1987 (Rosa era la moglie del precedente proprietario). Da allora ho navigato in Francia, Spagna, Croazia (si chiamava ancora Jugoslavia), Grecia, Turchia, Malta. E in Italia, naturalmente: da Trieste a Ventimiglia, isole comprese. Di solito la tiro in secco in un cantiere dove arrivo alla fine delle vacanze (sempre meno di un mese). Da qualche anno giro attorno alla Sicilia che è un posto magnifico sia per terra che per mare. Quest’anno vorrei andare in Tunisia. Donna Rosa è una barca comoda e robusta. Mi ha perdonato molti errori. Io non faccio regate, l’adrenalina prodotta dalla necessità di risalire il meltemi mi basta e mi avanza. Navigo con qualche amico e la famiglia: mia figlia fin da piccola, ora mia moglie e i nipotini figli di mio cognato. A bordo ho messo una foto dei proprietari in divisa di gala, tipo dagherrotipo.
Manovro quasi sempre da solo (con un buon pilota automatico). È importante avere una barca affidabile. Quando l’ho comprata era una barca di medie dimensioni, ora sono quasi sempre la più piccola barca a vela dei marina in cui vado. Ma a Donna Rosa mi sono molto affezionato e non riesco nemmeno ad immaginare un’altra barca. DR ha qualche acciacco, ma cerco di tenerla bene. Qualche anno fa (dopo che il vecchio Volvo originale si era fuso almeno un paio di volte) ho montato un Lombardini leggero e potente con cui sfioro i 7 nodi con mare calmo. DR ha la vernice originale sbiadita dei primi grand soleil (color malva) per cui è facilmente riconoscibile anche in una baia affollata. Ha molta elettronica a bordo (non il radar) perché mi dà sicurezza. Quest’anno sperimenteremo anche un piccolo apparecchio (si chiama Spot) che trasmette un messaggio con la propria posizione geografica a un numero di telefono (e una mail a scelta) quando si preme un pulsante. Così mio cognato ci potrà monitorare da Francoforte e vedere dove siamo su google maps.È un esperimento.
Ho anche un pc collegato alla rete dei telefoni cellulari con cui (dai porti e dalle coste) riuscirò a gestire questo blog. Spero.
Sono fiducioso e ansioso di conoscere questa signora del Mediterraneo... Inizio segnalando a Levanzo un ristorante, cito testualmente dai consigli di un amico un po' strambo, "non proprio sul porto, ma quando si inizia un attimo a risalire ce ne sono due, ecco, giusto il primo!"
RispondiEliminaRasputin
non ne sappiamo niente di più? grazie lo stesso: mi segno il primo quando si comincia a salire. grazie Fabio
RispondiEliminaChe bella descrizione !
RispondiEliminaDevo dire che alla fine della lettura avevo gli occhi lucidi...Un salutone e buon vento.
Domenico Bilotta