Abbiamo accettato che un tappezziere locale che ha la bottega al Marina ci sostituisca la parte trasparente della capottina, ci faccia 6 copriparabordi (barbatages) e un nuovo copriranda azzurro. Per quanto la stoffa non sia regalata, costa sempre la metà che il Italia. è venuto lui a offrire il lavoro con tanto di book con le foto.
La mattina è stata dedicata al bucato, pur non essendo giovedì: ma ormai le buone regole della Navy sono andate a farsi benedire.
Anche Freddy partecipa (passivamente) alle pulizie personali, ma questa volta resiste senza piangere (anche perché l'operazione pulitura l'ha fatta la mano delicata di suo zio e non quella pesante della zia).
Abbiamo fatto una spesa e poi visitato un appartamento sul marina che affittano a giornate per i Beda. era carino ma non affacciava sul porto. Cercheremo alberghi.
(Beda, che è un pizzico ansioso, da quindici giorni ci chiede se abbiamo già prenotato l'albergo e noi gli rispondiamo di stare tranquillo, ma in realtà non l'abbiamo ancora trovato perché Eileen cerca un 15 stelle affacciato sul mare che costi come un 3 stelle in periferia: ma non è facile trovarlo. i migliori sono vicino all'aeroporto ma lontani dal marina).
Verso le 12.30 ci siamo recati in città. faceva già molto caldo.
Abbiamo visto da lontano il mausoleo della famiglia Bourghiba che sembra (ma non è) una moschea. Non si può visitarlo con i pantaloncini corti e quindi siamo tagliati fuori.
in un angolo del parco davanti al Mausoleo c'è un gruppo statuario di strani personaggi con le orecchie lunghe che abbiamo già visto senza mai capire cosa sono (le scritte sono solo in arabo). I bambini si fanno fotografare vicino a loro. li fotografiamo anche noi.

Fa molto caldo. Siamo a rilento. Freddy si protegge dal sole con il cappello di Davide.
Ci informiamo da un grand taxi "climatisé pour 6 personnes" quanto costa andare a Mahdia. Prendiamo appuntamento per le 14.30 con rientro alle 18.30 per 80 dinari.Ci consigliano di mangiare al Roi du couscous ma è chiuso. Mangiamo al Café de la Medina: brik al tonno e dita di Fatima.
Vediamo un signore che carica un agnello vivo in un'auto malgrado lui non ne abbia tanta voglia.
(Niente in confronto all'esperienza di Damasco, quando ce ne hanno sgozzato uno davanti agli occhi).
L'autista del taxi arriva in ritardo e ci fa mal pensare. Nel frattempo un ragazzo con un falco ci offre di fare delle foto.
Arriva il tassista che parla benissimo italiano e poi ci passa a suo fratello che ci farà anche da guida e si rivelerà molto professionale e gentile (ci ha persino fatto dei regalini: datteri freschi che lui dice non sono datteri, peperoni piccanti e gelsomini.
Durante il viaggio (rispondendo alle 728 domande di Eileen, a forza di "Est-ce que je peut vous poser une autre questione, monsieur?") ci racconta che suo fratello ha fatto il pizzaiolo a Salò, vicino a Brescia (infatti aveva un accento strano) ma poi è tornato perché in Italia non c'è più la solidarietà. Noi pensiamo che lui alluda all'atteggiamento verso gli extracomunitari, invece per esempio di solidarietà tunisina cita il fatto che la sua famiglia abita vicino alla madre vedova e che suo figlio quando torna a casa dalla scuola per prima cosa va a salutare la nonna e spesso mangia da lei.
Ci sentiamo in dovere di dare giudizi positivi sulla Tunisia e su come il paese si sta sviluppando. Lui risponde che ha fatto tutto Bourghiba e che l'attuale presidente si è limitato a proseguire. Alla domanda di Eileen su cosa sia l'anniversario del 7 novembre, l'autista ci spiega, con calma che il 7 novembre 1987 Ben Alì ha detto alla nazione che il Presidente Bourghiba era vecchio e malato e che andava sostituito per un periodo breve in attesa di un successore e che comunque lui non pensava di fare il Presidente a lungo. Sono passati 23 anni e Ben Alì è ancora al potere e i Tunisini sono scontenti.
Alla domanda di Eileen risponde: sì, è stato un piccolo golpe ma senza violenza. E allora perché i tunisini lo votano alle elezioni, se sono scontenti?
L'autista risponde che non c'è un'opposizione vera e le elezioni sono truccate. Dice che è andato a votare con suo figlio senza documenti spacciandolo per il fratello che invece stava in Italia. e poi ha votato una seconda volta con i documenti. e che quelli del partito del Presidente offrono da mangiare e da bere fuori dal seggio ai controllori della correttezza del voto e mentre questi mangiano immettono schede già votate nell'urna.
Ci avviciniamo a Mahdia.
Alla periferia l'autista (il signor Soussi si ferma e compra da un pescatore qualche chilo di aguglie, da fare con il cuscus, ci spiega. L'auto assume un odore vago di pescheria ma poi passa.
L'antica Mahdia è su una penisola separata da un canale dalla terraferma, esattamente come Siracusa e tante altre città greche. Ora ha una piccola medina, un Ribat e si vede ancora il vecchio porto il cui ingresso un tempo era chiuso da un grande portale.
La parte verso il mare della penisola è occupato da un grande cimitero ancora in funzione. L'autista (il Signor Soussi), ci spiega che le tombe sono tutte orientate a Sud perché il morto deve poter guardare verso la Mecca (non la testa orientata, come pensavamo noi). Poi ci spiega che i musulmani sono adagiati sul finaco destrao e non sulla schiena, sempre per lo stesso motivo: perché il volto possa essere rivolto alla Mecca.
Soussi vede che facciamo fatica a capire e ci mostra una piccola bussola che ha lui in macchina per quando deve pregare. L'ago segna Nord, naturalmente, ma sulla ghiera ha dei numeri particolari. Ci spiega che basta porre il Nord sul numero 27 (il numero vale solo per la tunisia) che la freccia disegnata sul fondo segna La Mecca.
Mi piacerebbe comprarne una ma pare sia difficile trovarle.
Abbiamo visitato il museo con sala romano-africana e sala di epoca contemporanea sugli abiti nuziali della zona, molto ricchi e colorati.
Al museo abbiamo comprato, per 10 dinari, una bella e grande testa di Venere in gesso.
Soussi (che manderemo a prendere Beda, Fabrizia e Aidan a Tunisi per 120 dinari: quasi la stessa cifra in Euro che ci ha preso il primo tassista di Hammamet) ci ha spiegato come comportarci correttamente durante il Ramadam. 1. non andare in giro poco vestiti: canottiera, costume, ecc.; 2. non fumare davanti a un tunisino (che non può); 3. non mangiare e bere vistosamente in pubblico davanti a chi sta facendo il Ramadam. I ristoranti a mezzogiorno sono chiusi tranne quelli per turisti, ma non è consigliabile andarci. La sera dopo il tramonto e l'apparire di 3 stelle è possibile tutto.
Cercheremo di comportarci bene: anche se Eileen è rimasta molto contrariata dal punto 2.
Eileen approfitta della sua gentilezza per chiedergli anche di risolverci un dubbio che abbiamo da due anni: chi sono quelle statue azzurre con le orecchie grandi che ci sono in tutte le città? Soussi spiega che sono dei fenice (volpi del deserto) che in televisione fanno sempre pubblicità per l'ambiente e l'ecologia e che sono molto popolari fra i bambini.
Ultima informazione interessante che ci dà è che il pesce tunisino è molto rincarato da quando viene esportato all'estero. Ci sono delle limitazioni nella pesca più severe che in Italia, ma i pescatori le eludono vendendo in alto mare il pesce ai pescherecci italiani che non possono venire a pescare nelle acque tunisine.
Sulla via del ritorno ci fa visitare una piccola bottega in cui semplicemente macinano peperoni piccanti (poco piccanti, per loro, molto piccanti per noi) e piccantissimi.
Arrivati a Monastir M. Soussi ci fa vedere la piccola ma elegante casa natale di Bourghiba, che guarda il mare.
Alle 18.30 M. Soussi ci deposita al marina. Alytrettanto puntuale arriva il tapezziere per portarsi via la capottina. Ci riposiamo un attimo e poi andiamo tutti insieme a fare una doccia rigenerante. A Sidi Bou Said, quando entrava una donna nei bagni pubblici, un signore bloccava l'ingresso ai maschi. Qui si fa tutti la doccia in uno stesso locale. Siamo comunque solo noi. Il locale è molto pulito.
Mangiamo, abbastanza male, in un bar sul marina (dove però fanno centrifughe di frutta mista buonissime) e facciamo una partita, mentre Davide e Giulia consultano la carta stradale per il loro viaggio nell'interno della Tunisia. Siamo tutti molto stanchi: infatti io e Freddy (i vincitori del campionato di bordo di scopone) perdiamo con infamia 21 a 18 contro le 2 Eileen.














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